Prima analisi del “Decreto Abruzzo”

Premettendo che non sono un tecnico di legislazioni e che questa è una prima lettura, di seguito alcune considerazioni molto schematiche in merito al Decreto:

1. Premessa:

a. Per seguire l’iter di approvazione del decreto, collegarsi a questo link che è l’iter parlamentare del Decreto Legge 39 del 28/04/2009 (Decreto Abruzzo), quello che regola l’emergenza e la ricostruzione in Abruzzo.

Il decreto legge deve essere approvato dal Parlamento entro 60 giorni (quindi entro il 27/06/2009). Per essere approvato definitivamente deve quindi essere approvato prima dal Senato e poi dalla Camera.

Attualmente e’ stato presentato al Senato il DDL S.1534 “Conversione in legge del Decreto Legge 28 aprile 2009, n. 39, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile”.

Questo l’iter aggiornato del disegno di legge S.1534:

il 5/05/2009 nella seduta d’aula n. 198 e’ stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti al 14 maggio 2009 alle ore 19:00

il 5/05/2009 e’ stato discusso in commissione Affari esteri, emigrazione

il 29/04/2009 e’ stato discusso in commissione Territorio, ambiente, beni ambientali

il 29/04/2009 e’ stato discusso in commissione Affari Costituzionali

il 29/04/2009 ha avuto parere favorevole nella commissione Difesa

il 28/04/2009 è presentato il DDL al Senato e assegnato in sede referente alla Commissione 13° Territorio, ambiente, beni ambientali. Da quanto ho capito c’è tempo fino al 14-05 per presentare gli emendamenti. Un emendamento fondamentale a mio avviso è l’introduzione della PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI ALLE SCELTE SUL PROPRIO FUTURO;

b. Molte informazioni sono state reperite dal preziosissimo lavoro svolto dalla “Rete-AQ” che in questi giorni sta lavorando molto per mettere a disposizione il maggior numero di informazioni possibili su tutto ciò che riguarda il terremoto;

2. La grande esclusa dal Decreto è l’Ente Provincia dell’Aquila:

Contrariamente all’importanza che in un territorio come quello in questione (soprattutto a livello di pianificazione strategica) e in una situazion particolarmente frammentata a livello paesaggistico/sociale/amministrativo potrebbe avere la Provincia dell’Aquila, nel Decreto non viene mai menzionata;

3. Realizzazione di moduli abitativi temporanei ma durevoli:

Contrariamente a quanto accaduto per le ultime ricostruzioni (mi riferisco prevalentemente ai due casi che più degli altri hanno avuto dei riscontri positivi: Friuli e Umbria) la Protezione Civile (nella persona di Bertolaso) curerà non solamente la fase dell’emergenza ma anche la PROGETTAZIONE E RICOSTRUZIONE dei moduli abitativi.

Sarà quindi la Protezione Civile d’intesa con la Regione e sentiti i Sindaci a:

a. Scegliere la localizzazione dei moduli/quartieri temporanei ma destinati a restare per sempre

b. Scegliere i progettisti (anche se i progetti sembrano già essere pronti, cosa alquanto strana, visto che aspirano ad avere tra le innumerevoli qualità, l’isolamento sismico e la sostenibilità ambientale, caratteristiche che necessitano di approfonditi studi sul territorio in cui sono inseriti gli edifici!);

c. Gestire le gare di appalto dei lavori e selezionare le imprese di costruzioni o General Contractor.

Di solito questi compiti spettano agli enti locali: ai COMUNI.

4. Localizzazione delle unità abitative temporanee ma durevoli:

Da alcune dichiarazioni sembrerebbe che le aree in cui costruire questi nuovi quartieri siano già state individuate. Il decreto prevede che Bertolaso provveda “d’intesa con il Presidente della Regione Abruzzo e sentiti i sindaci dei comuni interessati”, (vorrei sottolineare che SENTITI I SINDACI, normativamente è una frase che non ha nessuna valenza) alla localizzazione delle aree destinate alla realizzazione degli edifici temporanei. Quindi la Provincia, i Sindaci e i cittadini non hanno nessuna voce in capitolo.

Le questioni interessanti su questo punto:

Non solamente i quartieri che rimarranno per sempre su un territorio (visto che si tratta di moduli abitativi durevoli) sono completamente esclusi da una pianificazione urbanistica, ma potranno addirittura andare in deroga “ alle vigenti previsioni urbanistiche”;

Al momento non esiste nessun criterio esplicito per la localizzazione;

Sempre secondo il Decreto sulle scelte di localizzazione “non sono ammesse le opposizioni amministrative previste dalla normativa vigente”

Sotto potete trovare la prima mappatura della localizzazione delle piastre. Come potrete notare i quartieri in cui dovranno stare,con una previsione ottimistica, per un paio di anni circa 15 mila persone, saranno circa 16, invece i comuni che hanno subito forti danni sono 49.

mappatura

5. A chi sono destinati questi quartieri temporanei durevoli?

La Protezione Civile sostiene che tutti i cittadini che hanno avuto la casa distrutta dal terremoto o dichiarata inagibile possono trasferirsi in queste case, ma per il momento altre fonti parlano di 13 mila posti. Vero è che nel decreto non si parla né di numeri di alloggi, né di numero di quartieri, né tantomeno di dimensioni di superfici o di volumi che si metteranno a disposizione.

6. Quando saranno pronti i moduli prefabbricati?

La protezione Civile sostiene che faranno il possibile affinché siano pronte prima dell’inverno.

Purtroppo però sul decreto non si fa riferimento a tempi di costruzione ma i finanziamenti per questi prefabbricati sono dilatati su due anni: 2009 e 2010. Si presume dunque che molti terremotati entreranno nelle abitazioni temporanee nel 2010 e che quindi in mancanza di altro continueranno a stare nelle tende.

7. I contributi per la ricostruzione e riparazione degli edifici:

Secondo il Decreto per chi ha avuto una casa distrutta o dichiarata inagibile e vuole ricostruirla o comprarne una nuova:

Non sono previsti finanziamenti del 100% dei danni subiti;

In parte i contributi sono erogati con le modalità del credito di imposta (quindi i cittadini dovranno anticipare le spese che poi verranno restituiti attraverso crediti sul pagamento delle tasse dilazionati in circa 20 anni );

Per la parte non coperta dal contributo si potrà accedere a mutui agevolati.

Per chi invece aveva acceso un mutuo per una casa andata distrutta o dichiarata inagibile è previsto il subentro della società Fintecna S.p.a. che, in cambio del passaggio di proprietà dell’immobile stesso, si accollerà il mutuo nei limiti del contributo che al predetto è stato riconosciuto. Se il mutuo ancora da estinguere supera il contributo riconosciuto, il terremotato dovrà continuare a pagare per la parte mancante anche se non sarà più proprietario dell’immobile. Una previsione potrebbe che se in molti dovessero ricorrere a tale modalità la città potrebbe diventare per la maggior parte di proprietà della società Fintecna e che in molti non avranno più possibilità di riavere una casa.

8. Ma chi è Fintecna S.p.a.?

E’ una società interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha maturato competenze distintive nel campo della gestione di partecipazioni e dei processi di privatizzazioni [continua]

9. Ma quanto finanzia lo Stato?

Su questo punto il decreto è molto generico, non vi sono infatti né massimali di finanziamento, né percentuali a seconda delle tipologie di danno subite o dello stato di proprietà. Gli unici soldi certi sono i 700 milioni di euro per le case temporanee durevoli. Alcune dichiarazioni (ma che comunque non hanno nessun valore normativo) parlano di:

150 mila € per chi ha la prima casa di proprietà completamente distrutta (quindi per chi deve ricostruirla completamente o deve ricomprarla). Ricordiamo che in Umbria per le case distrutte hanno avuto un finanziamento del 100%;

80 mila € per chi ha avuto gravi lesioni e deve ristrutturare.

Ma nel decreto non c’è alcun riferimento a:

Modalità di ricostruzione;

Piani Urbanistici di Ricostruzione;

Come ci si comporta con edifici vincolati dalla Soprintendenza che necessitano di restauro conservativo? Si ricorda che solo nel centro storico dell’Aquila ci sono 800 edifici pubblici e 320 edifici privati vincolati dalla Soprintendenza che quindi necessitano di restauro conservativo obbligatorio, per cui i costi di costruzione potrebbero essere di molto superiori alla media e totalmente a carico del proprietario;

Come ci si comporta per la ricostruzione di palazzine i cui proprietari erano più di uno?

Come ci si comporta nei paesi in cui la ricostruzione di ogni unità è strettamente legata a quelle vicine? In Umbria hanno sperimentato con successo la modalità del Consorzio di proprietari che avevano l’obbligo di presentare Piani Integrati di Recupero. Non si capisce come mai in Abruzzo non si segua la stessa metodologia che ha portato a buoni risultati;

10. Ma chi ha subito danni che non hanno lesionato gravemente l’abitazione, avrà diritto dei finanziamenti per tornare al più presto nella propria casa?

Nel decreto non c’è nessun riferimento a questo caso

11. Chi gestirà la ricostruzione?

Nel decreto, al contrario di ciò che ci si aspettava, non c’è alcun riferimento a:

modalità di appalto dei lavori di ricostruzione,

provenienza delle imprese (in Umbria il 70% delle imprese che lavoravano alla ricostruzione erano Locali

Cosa certa è che, in deroga all’articolo 118 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e’ consentito il subappalto delle lavorazioni della categoria prevalente fino al cinquanta per cento potrebbe aumentare lo sfruttamento di situazioni poco chiare.

12. Con quali soldi lo Stato prevede di coprire i finanziamenti per la ricostruzione?

Questo mi imbarazza un po’ scriverlo…ma d’altronde mi limito a semplificare solo ciò che è sul decreto. Dopo aver rifiutato moltissimi aiuti che si erano resi disponibili dall’estero, lo Stato italiano intende coprire finanziariamente la ricostruzione post terremoto grazie a:

Nuove Lotterie;

Nuove modalità per il gioco del Lotto;

Raccolte sui “giochi di sorte” e “giochi di carte”;

Raccolte sulle “scomesse”;

Recuperare soldi aumentando i controlli e sperimentando nuove modalità di controllo a distanza sui giochi telematici;

Altri tipi di giochi a premi;

Evasione fiscale prevalentemente nel settore del gioco pubblico;

Credo che i commenti siano davvero inutili. Ma la verità è che non ci sono soldi liquidi a disposizione ma solamente previsioni.

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