Sulle giornate di mobilitazione contro il G8

Tutto di me finirà, tranne quell’ultimo centimetro di libertà per cui vale la pena di vivere, un centimetro è piccolo e fragile, ma è l’unica cosa al mondo che vale la pena di avere, non dobbiamo mai perderlo, svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino.” [Alan Moore]

L’assemblea nazionale organizzata a L’Aquila lo scorso 1 giugno aveva avuto, molto opportunamente, l’esito di demandare ai comitati locali, sorti dopo il sisma dello scorso 6 aprile, il compito di indicare le possibili iniziative da inserire nelle giornate del  vertice G8 che si terrà dall’8 al 10 luglio prossimi.
Gli stessi comitati, riunitisi nelle giornate seguenti, avevano indicato un percorso variegato di iniziative che, iniziando il giorno 6 luglio con una Fiaccolata per la “verità e giustizia” sulla tragedia dello scorso aprile, sarebbe vissuto anche attraverso un Forum Sociale nella giornata del 7 luglio.

Queste proposte, presentate nella seconda Assemblea Nazionale dello scorso 21 giugno, sono state accolte molto favorevolmente da tanti tra i partecipanti e vanno ad aggiungersi alle tante altre che si terranno nella settimana dal 4 al 10 luglio, come la manifestazione di Vicenza di sabato prossimo per chiedere la cancellazione del progetto sull’ampliamento della Base Dal Molin, passando per le azioni che verranno messe in atto nella capitale nelle giornate del 7 e 8 luglio per dare il “benvenuto” alle delegazioni che parteciperanno al G8, fino alla “Goletta Verde” che attraverserà le coste abruzzesi dell’Adriatico.

Il Patto di Base (Confederazione COBAS, CUB/RdB, SDL) ha voluto presentare nella stessa assemblea un’altra iniziativa, l’organizzazione di una marcia, in programma l’ultimo giorno del vertice, il prossimo 10 luglio, che è stata accolta favorevolmente da alcune associazioni, partiti e movimenti presenti, incontrando invece l’opposizione dei comitati locali e di altre realtà che hanno subito dichiarato di voler rispettare esclusivamente il calendario di iniziative proposto dai comitati e di non aderire alla manifestazione proposta per il 10 luglio.

Epicentro Solidale, rete che unisce associazioni, movimenti e centri sociali, organizzazioni politiche e individualità ha partecipato fin da subito al percorso indicato nella prima assemblea nazionale ed ha contribuito alla formulazione di quelle stesse iniziative presentate al successivo appuntamento, condividendone per intero premesse e scopi. Detto ciò ci siamo trovati di fronte alla decisione del Patto di Base che ha raccolto le sollecitazioni a manifestare già emerse fin dal primo incontro nazionale ed ha di fatto aggiunto un elemento nuovo, frutto di una scelta nazionale e non condivisa insieme ai comitati locali. Si tratta di una scelta coraggiosa, perché afferma l’importanza di una manifestazione  da tenersi in concomitanza con il vertice internazionale, ma anche rischiosa, proprio per le modalità che l’hanno generata e che non sono state unanimemente apprezzate.

Eppure siamo consapevoli che sia stata quella del governo la scelta scellerata! Ovvero quella di spostare il G8 dalla Maddalena a L’Aquila con il criminale tentativo di tacitare qualsiasi protesta organizzando il vertice in una città terremotata, speculando pertanto sul dolore e sui tanti disagi che l’intera popolazione sta sopportando da quasi tre mesi; un obiettivo che la manifestazione contribuirà a far fallire miseramente aggiungendosi alle altre iniziative in programma nell’intero arco temporale che vedrà la presenza degli otto capi di stato. Berlusconi proverà a dare l’immagine di un g8 dal “volto umano”, per nascondere le responsabilità della crisi economica, le responsabilità del disastro sociale che sta generando a partire dalla precarietà e dalla disoccupazione, per nascondere le responsabilità della tragedia aquilana e della speculazione sulla ricostruzione che è oramai ai nastri di partenza. Noi vogliamo contribuire a tutte le iniziative che vogliono rompere questo ingranaggio e che proveranno a connettere il tema della ricostruzione al tema della crisi economica… è un percosro lungo che vogliamo coltivare.

Se sia le iniziative promosse dai comitati che la manifestazione andranno bene, ne usciremo tutti un pò più forti, se anche una sola di queste iniziative dovesse fallire, ne usciremmo tutti un po’ più deboli. Non esistono certezze, solo opportunità. E secondo noi è il caso di coglierle. Non è Berlusconi a poterci dire se possiamo andare o meno all’Aquila in quei giorni … a noi che aquilani non siamo, almeno non tutti, che per gli aquilani non ci permettiamo di parlare, ma che al loro fianco siamo stati sin dalle prime 24 ore. E non ce ne andremo a riflettori spenti e a G8 finito!

Non è questo il momento delle polemiche, per questo Epicentro Solidale è impegnato a sostenere tutte le iniziative che si svolgeranno in territorio aquilano in quei giorni e auspica la migliore riuscita di tutti gli appuntamenti in programma dato che questi, nonostante tutto, partono da una comune critica verso quelle scelte politiche imposte dall’alto e mirano, al contrario, alla costruzione di percorsi dal basso, veramente trasparenti
e partecipati.

E P I C E N T R O     S O L I D A L E

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1 Comment

  1. IL MIO G8

    ……si, era pieno di oche e di “prunchi” (i “prunchi” erano per lo più i mariti/compagni delle oche).
    Le prime starnazzano osannando tutto quello spreco di soldi.
    I secondi naturalmente, in quanto “prunchi”, stavano zitti e pendevano dalle labbra delle loro compagne oche.
    Deliravano, parlando delle tazze di Richard Ginori usate durante il G8, dei menù luculliani,
    sugli sfarzi dei quali non erano state né ospiti, né invitate.
    Una di esse diceva continuamente al figlio (la fila per entrare è durata più di un’ora e ho dovuto sentirne di tutti i colori), che bisogna pensare con la propria testa, ma ogni volta che il ragazzo provava a dire qualcosa che non era in linea con il suo osannante delirio veniva ripreso con enfasi davanti a tutti.
    La ciliegina sulla torta è stata l’intervista ad una signora, nota commerciante aquilana che si assenta frequentemente dal posto pubblico dove lavora (anzi dove non lavora) per dedicarsi alla sua vera attività: costei ha rilasciato una dichiarazione alle telecamere di sky e tra le lacrime è riuscita a dire che finché avrà vita ringrazierà papy silvio per quanto ha fatto e che, (riporto testualmente)
    “quando ci ricapita un’occasione così?” .
    Mi è sembrato doveroso intervenire, seppure da dietro la telecamera, (in nome di quella minoranza di Aquilani “ancora pensanti”), dicendo che speravo di non avere mai più un’occasione simile considerando che era stata una conseguenza del terremoto e ho aggiunto, ”anzi meglio fare le corna”. I presenti, compresi i giornalisti, hanno naturalmente riso!
    Sono uscita con lo stomaco che combatteva disperato tra una gastrite e la nausea!
    La vera idea brillante ed intelligente poteva essere una sola:
    avere il coraggio di non fare il G8, di dirsi quelle quattro cose scontate in una phone conference,
    di dare una parte dei 400 milioni di euro spesi a L’Aquila e una parte ai paesi del terzo mondo;
    la prima avrebbe ricostruito i suoi monumenti senza chiedere adozioni = elemosina, gli altri avrebbero forse finalmente visto qualche aiuto promesso da G8 a G8 e mai arrivato.
    Nessuno, con un po’ di sale in zucca, avrebbe avuto da ridire, anzi forse sarebbe stato motivo di elogio e di esempio per il futuro!

    «Il G8 costa più dell’intero bilancio che l’Italia dedica alla lotta contro la povertà. – denuncia Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace – 400 milioni di euro contro i miseri 321,8 milioni stanziati quest’anno dal governo italiano per lottare contro la morte per fame e la miseria nel mondo»

    P.S. qualcuno potrebbe chiedermi perché, con queste idee, mi sia recata alla guardia di finanza.
    Rispondo che a “NOI ANCORA PENSANTI” , in quanto tali , ci piace renderci conto,
    informarci, capire, elaborare per farci poi un’ opinione personale sulle cose!!!!!

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