Requisire le case sfitte
Da 3e32.com:
La giornata in cui le first lady degli otto faranno una passeggiata per L’Aquila inizia presto. Alle 9e30 due blindati e un imprecisato numero di agenti in borghese circondano il parco di Via Strinella. Il corteo non autorizzato delle “last ladies” la mattina “non sa dà fa”. Invece di fare 50 metri per essere bloccati, ladies e maschietti al seguito, decidono di cambiare piano. Scatta la requisizione simbolica di una casa sfitta, direzione quartiere di Pettino. Con le macchine dopo lunghi e tortuosi percorsi con polizia a seguito si raggiunge un palazzo a Pettino.
Circa cento persone con lo striscione “requisire le case sfitte agibili” occupa l’atrio di un palazzo completamente agibile e completamente vuoto: ” è solo utilizzando questi appartamenti che si può ridurre e di molto lo scempiodel piano c.a.s.e che consuma ettari di terra esproppriati a piccoli contadini e snatura la città dando vita ad una grossa speculazione – dice un attivista – Utilizzando gli appartamenti che già ci sono gli aquilani rimarrebbero vicino la loro città, si darebbe loro una soluzione immediata a coloro che vivono nelle tende in condizioni non dignitose. Se il sindaco o Bertolaso non lo faranno molto presto ci penseremo noi”
LAST LADIES… MA PER NIENTE RASSEGNATE








Dove sono finiti quelli sopra gli ANTA?
E’ vero, c’eravate a Roma e alla manifestazione dell’ Aquila , ma le iniziative dei comitati andrebbero sostenute in toto.
A Roio e alla Villa c’erano quasi esclusivamente ragazzi.
Sono bravi, sono corretti, sono brillanti, sono intelligenti, pieni di idee e di voglia di fare qualcosa per nostra città.
Sono quello che dovremmo essere tutti!
Diamogli una mano, sosteniamoli, stiamo con loro, non è giusto delegargli tutto!
Essi sono il nostro futuro.
Scuotetevi!
Uscite da questa sorta di letargo mentale!
Abbandonate la rassegnazione che vi ha contraddistinto in tutti gli anni passati, dimenticate la tanto usata frase
” …che ci vuoi fare, il mondo va così…..”.
Basta con la rassegnazione!
Fare qualcosa per la nostra città significa anche e soprattutto ridare un senso a tutto questo, scuotersi dal “torpore” diffuso nelle tendopoli, ridare un senso alla vita.
ANCHE SE UN DOMANI NON SARA’ SERVITO A NIENTE, NON POTREMMO
RIMPROVERARCI DI NON AVERCI ALMENO PROVATO!
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